TRIBUTE BANDS

BUONA LA PRIMA (NEGRITA TRIBUTE)



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SEVENTEEN SECONDS (THE CURE's TRIBUTE)



Il progetto SEVENTEEN SECONDS nasce nell’autunno 2005 quando 4 amici di Ferrara, Tommaso Menegatti (Chitarre), Alessandro Farinella (Basso), Gianni Gianella (Batteria) e Bisca (Voce e chitarra), dopo un decennio di esperienze diverse in campo musicale, sia di composizioni originali che di cover band, si ritrovano e si rendono conto che i tempi sono maturi per dar vita ad uno dei loro sogni, ovvero proporsi al pubblico come Tributo ai THE CURE, la loro band preferita e di cui in passato avevano già avuto modo di dare insieme qualche applaudita cover; così, dopo aver identificato in Giuseppe Romano (tastiere) il quinto elemento, la nuova band ha iniziato l’attività. L’obiettivo del gruppo non è semplicemente quello di suonare i pezzi di Smith & soci ma piuttosto quello di offrire spettacoli ed emozioni il più possibile simili a quelli che hanno saputo regalare i grandissimi CURE nell’arco della loro carriera e che ancora continuano a regalare. I CURE hanno, infatti, saputo parlare a diverse generazioni, riuscendo a mutare come solo le grandi band sanno fare, sottolineando con le loro canzoni le speranze, gli incubi, gli amori ma soprattutto la disperata quotidianità degli ultimi cinque lustri della nostra esistenza. Il repertorio proposto dai SEVENTEEN SECONDS è molto vario e rispecchia le varie fasi dell’ampia produzione dei CURE oscillando tra le chitarre post-punk dei primi lavori, le sonorità gotiche dei primi anni ’80 e gli album più marcatamente pop-rock, pezzi da classifica compresi, rispecchiando in toto il pensiero di Smith che, a differenza di altri artisti definiti “dark”, non ha mai avuto il timore, vagamente snob, di comporre anche brani commerciali. Il lavoro fatto dalla band sulle sonorità da proporre e sulla ricerca del look, per ricalcare fedelmente sia il suono che l’immagine dei CURE, è stato enorme, al limite del maniacale. Così quando JJ stacca il tempo, la chitarra eclettica di Tommy inizia a ricamare melodie sul basso robusto di Alex, tiepidamente colorato dalle eteree tastiere di Peppe. Poi Bisca inizia a cantare ed il pubblico comprende immediatamente che “the concert” è iniziato e che per le due ore successive sarà ancora permesso sognare.